Peola Simondi Arte Contemporanea

I soggetti delle fotografie di Candida Höfer, importante esponente del panorama artistico internazionale – ha rappresentato la Germania alla Biennale di Venezia 2003 – sono spazi pubblici, tipici del contesto culturale europeo e nord americano: a volte spazi urbani come piazze, strade o giardini zoologici; ma per lo più musei e pinacoteche, biblioteche pubbliche e archivi, sale riunioni e sale di rappresentanza, bar e ristoranti, depositi e padiglioni industriali.

Spazi interni, senza vedute sull’esterno; in alcuni casi una finestra sullo sfondo o una vetrata dall’alto sono la fonte di luce più o meno diffusa. Le persone che si muovono in questi luoghi, gli abituali utenti o visitatori sono assenti, ma la mancanza della presenza umana rende le immagini ancora più intense e rivela il valore della composizione fotografica.
Quelli ritratti da Candida Höfer sono spazi concreti, ricchi di indicazioni e di dettagli, sia pur minimi, di vissuti. Un’abile e sottile organizzazione dei colori dona sostanza al vuoto e parola alle cose, all’interno di architetture che, anche quando sono significative, non riducono mai l’importanza degli oggetti.
Il concetto fotografico di Candida Höfer, che trae la sua forza di convinzione da un’attitudine laconica e coerente, fa discretamente indietreggiare l’autore dell’architettura rispetto all’autrice delle immagini.

Candida Höfer è nata a Eberswalde (Germania) nel 1944.
1973-1982 ha studiato all’Accademia di Düsseldorf, film con Ole John (1973-1976) e fotografia con Bernd Becher (1976-1982).
Vive e lavora a Colonia.

25 marzo - 30 aprile 2004