«Credo che sia difficile scegliere, decidere che una cosa è più importante di un'altra. Così quello che cerco di fare è scegliere senza dover prendere decisioni». Fedele a questo pensiero, Martin Creed si avvale di cose già esistenti, oggetti del quotidiano o materiali inconsistenti - aria, rumore, luce, una porta - per fare e al contempo non fare, nel tentativo di raggiungere un impossibile equilibrio, un "nulla perfetto".

Molto del suo lavoro può essere considerato arte concettuale: arte come idea, dove ciò che vediamo è il veicolo di un'idea. Creed, infatti, si interroga continuamente sul concetto di autore, sul ruolo dell'artista e sul valore dell'arte. Le sue installazioni ludico-concettuali mirano a un forte coinvolgimento dello spettatore, che è inevitabilmente sollecitato a interagire con l'opera. Questo fare arte "con niente" risponde a un'esigenza che coniuga semplicità minimale, eleganza formale e una sottile ironia.

a large piece of furniture partially obstructing a door è un chiaro esempio della filosofia dell'artista: l'installazione presenta oggetti banali, di uso quotidiano, quali possono essere i mobili di casa nostra, sistemati però in modo inusuale e privati della funzione per cui sono stati creati. Lo spazio fisico della galleria è parte integrante dell'opera e il pubblico vede limitati i suoi movimenti dalla presenza di ingombranti ostacoli sul suo cammino.